Piano pensione generali news: Governo Meloni

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Piano pensione generali, quota 103 e non si potrà ricevere più di 2000 euro al mese. Pensioni minime aumentate. Quali saranno gli effetti sull’assegno dei pensionati? Come sempre su tenacemente.com vi spieghiamo con parole semplici cosa succede all’economia in Italia e siamo sempre dalla parte delle famiglie e delle imprese. Quindi vi spieghiamo semplicemente tutti i provvedimenti intrapresi dalla Legge di Bilancio del governo Meloni.

Piano pensione generali: scopriamo insieme cosa significa quota 103. Quando si potrà andare in pensione? Chi riceverà più soldi e chi meno? Scopriamolo insieme.



Pensione Quota 103 significa che si potrà andare in pensione a 62 anni di età dopo aver pagato 41 anni di contributi. La Quota 103 partirà dal primo gennaio 2023.

Quindi, rispetto alla Legge Fornero che prevedeva la pensione a 67 anni, le disposizioni del Governo Meloni permettono nel 2023 di andare in pensione anticipata.

Tuttavia chi sceglie la pensione anticipata a 62 anni, non potrà ricevere una pensione superiore a 5 volte la minima, fino alla maturazione dei requisiti per la pensione ordinaria. Mentre chi decide di non lasciare il lavoro avrà diritto ad una de-contribuzione del 10 per cento.

Come annunciato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, dal primo gennaio 2023 scatteranno gli aumenti che adegueranno l’assegno pensionistico all’inflazione. Sono previsti aumenti maggiori per le pensioni più basse: la rivalutazione delle pensioni minime sarà del 120%, la rivalutazione delle pensioni con poco più di 2mila euro sarà fino al 100%, quindi più è alto l’importo della pensione più l’aumento diminuisce. Infatti, l’indicizzazione prevista per Pensioni superiori ai 5mila euro è ferma al 35%.

Riassumendo:

  • La rivalutazione delle pensioni minime è del 120%;

  • La rivalutazione delle pensioni fino a 5mila euro è del 100%;

  • Infine, la rivalutazione delle pensioni oltre i 5mila euro è del 35%.

Ad esempio, se avete una pensione minima nel 2023 con la rivalutazione dovreste ricevere un aumento mensile di 46,02 euro, attestando la pensione minima a 571,40 euro.

Se percepite una pensione fino a 2mila euro nel 2023 riceverete un aumento del 7,3%, quindi con una pensione ad esempio da 1.500 euro riceverete 109,5 euro in più al mese, attestando la pensione a 1.610 euro.

Ovviamente, i dati sono approssimativi e destinati probabilmente a cambiare visto i continui aggiornamenti dei provvedimenti del Governo Meloni. 

Confermate per un anno Ape sociale e Opzione donna con delle variazioni.

Le donne che lavorano, potranno andare in pensione anticipata con 35 anni di contributi, ma solo in questi casi:

  • Pensione a 58 anni d’età, 35 anni di contributi per donne che hanno due o più figli;

  • Pensione a 59 anni e 35 anni di contributi per donne con un figlio;

  • 60 anni di età e 35 anni di contributi in tutti gli atri casi.

Per quanto riguarda Ape sociale: anche nel 2023 si potrà andare in pensione a 63 anni di età dopo 30 anni di contributi. Tuttavia, questa possibilità non è concessa a tutti, ma solo a determinate categorie di lavoratori come ad esempio, invalidi, disoccupati, operai, professori di scuola primaria, artigiani, addetti alla pulizia e tecnici della salute.

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Foto di Andrea Piacquadio da Pexels

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