Autismo: Sylvester Stallone e il dolore per suo figlio autistico

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Sylvester Stallone ha sofferto molto quando ha scoperto che suo figlio era affetto da autistimo. Gli sviluppi nella ricerca e nello studio del disturbo del neurosviluppo hanno fatto passi da gigante dalla nascita di Seargeoh nato nel 1979 e oggi 42enne. Tuttavia, quando al figlio di Sylvester Stallone, 74 anni, è stato diagnosticato l’autismo, è stato incredibilmente difficile per l’attore e la moglie di allora, Sasha Czeck. La coppia all’epoca disse a People nel 1985 di occuparsi personalmente del loro bambino, con Czeck che si assumeva la maggior parte delle responsabilità per il ragazzo, mentre Stallone lavorava e guadagnava soldi da donare per la ricerca sull’autismo. Ecco le drammatiche parole di Stallone sul dramma che ha vissuto la sua famiglia.

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La famiglia di Seargeoh ha scoperto che il piccolo era autistico quando il bambino aveva solo tre anni, tuttavia i suoi genitori, in particolare Sylvester Stallone, lo hanno cresciuto come qualsiasi altro bambino e volevano che lui facesse una carriera. Ma sfortunatamente, il figlio di Stallone non è riuscito a guarire completamente, nonostante molte terapie.

I suoi genitori lo hanno supportato ed educato: speravano che avesse una carriera da attore tutta sua. Il piccolo ha debuttato nel film drammatico sportivo “Rocky II”, del 1979 dove ha interpretato Robert “Rocky” Balboa Jr, il bambino appena nato di Rocky e Adriana. 

I genitori di Seargeoh hanno iniziato a notare i primi segni di autismo dopo che il piccolo aveva posato per la pagina di copertina della rivista People, insieme a suo padre Sly.

Sylvester Stallone capì immediatamente che c’era qualcosa di insolito nel comportamento di suo figlio, perché Seargeoh iniziò a ripetere le parole, e a disegnare immagini a un’età in cui era appena capace di camminare.

All’età di 3 anni, a Seargeoh Stallone, figlio di Sylvester Stallone fu diagnosticato l’autismo, con grande dolore della famiglia: i suoi genitori divorziarono nel 1985.
Sylvester Stallone ignorò ogni consiglio che suggeriva di affidare Seargeoh a un istituto medico o speciale e ha lavorato duramente per donare fondi alla ricerca sull’autismo.

La famiglia Stallone ha persino istituito un fondo di ricerca, gestito dalla National Society for Children and Adults with Autism. Grazie alle cure e all’amore dei suoi genitori, all’età di 10 anni, le condizioni di Seargeoh sono leggermente migliorate.

Seargeoh era chiamato “Il figlio silenzioso di Sly” perché da bambino non diceva una sola parola. A causa della lontananza dai riflettori, molte persone hanno iniziato a confonderlo con suo fratello maggiore, Sage Moonblood Stallone, che è morto all’età di 36 anni, nel 2012, a causa di una malattia cardiaca.

Stallone aveva il cuore spezzato perché non riusciva a dialogare con Seargeoh, spiegando:

“Non c’è una vera cosa tra padre e figlio. Devo diventare il suo compagno di giochi. Con un bambino come questo devi mettere via il tuo ego. Non puoi costringerlo ad entrare nel tuo mondo. In qualche modo accetto qualunque cosa stia facendo. … Dopo che è arrivato al punto in cui si fida di te, può iniziare un pò più di comunicazione. La terapia principale è la ripetizione delle parole e istruzioni. Ha mostrato una memoria straordinaria, ma non può applicare ciò che ha imparato “.

L’attore non era in grado di legare del tutto con Seargeoh, ma ha fatto del suo meglio per aiutarlo, creando addirittura un parco giochi circondato dalla natura nel suo cortile, dove il ragazzo avrebbe potuto rilassarsi. Ecco le parole di Stallone in un’intervista pubblicata sul ‘National Enquirer’:

”La cosa che vorrei di più nella vita è sentirmi chiamare, per una volta, papà da mio figlio. Se lui potesse guardarmi, sorridermi e dire: ‘Ciao, Papa”, io sarei l’uomo più felice del mondo”

Sylvester Stallone, ha sempre rifiutato di far vivere suo figlio in un istituto e si batte da anni per la lotta all’autismoSylvester Stallone ha donato milioni di dollari a fondazioni che cercano cure e rimedi. Ecco le parole dell’interprete di ‘Rocky’ e ‘Rambo’:

”Il giorno che ho saputo che era autistico gli ho promesso che la sua vita sarebbe stata la più bella possibile, che lo avrei amato sempre esattamente per quello che è e che non lo avrei mai lasciato. Ma, come tutti i genitori, sogno che un giorno lui starà bene”.

L’unica cosa che si sa oggi di Seargeoh è che raramente lascia la sua casa, è un bel ragazzo ma è single, non ha lavoro ed è sostenuto da suo padre che si è sempre preso cura di lui, grazie a una fortuna stimata in 400 milioni di dollari.

Insomma, Sylvester Stallone non solo è una leggenda del cinema d’azione ma ha dimostrato di essere anche un grande uomo nella vita: Sly ha affrontato sempre a testa alta tante tragedie, dimostrando coraggio e tenacia nel non arrendersi mai, nonostante tutto.

Voi cosa ne pensate della tragica vita dei mitico Sly? Ditecelo in un commento qui sotto! 

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